Meditazione sui conflitti nelle relazioni

Questa meditazione è stata offerta da Sorella Bi Nghiem durante un ritiro sulle pratiche di coppia al Centro Avalokita nel settembre 2017, alla fine di un discorso in cui suggerisce ai partner di guardare profondamente le proprie energie d’abitudine e le ferite che ci portiamo dietro fin dall’infanzia; da piccoli, nel rapporto con i nostri genitori c’è sempre stato un naturale altalenare di cura e vicinanza con indifferenza e lontananza. Bisogna comprendere e accettare che questo ha generato in noi dolore, per cui abbiamo costruito mura difensive per proteggerci e per non sentire più quel dolore. Molte delle reazioni che abbiamo oggi durante le difficoltà in un rapporto sono strategie che abbiamo elaborato per tenere nascosto, anche a noi stessi, la sensazione di non essere amato o non amato abbastanza. Tutto ciò lavora in modo automatico in noi, fino a quando non ce ne prendiamo cura e ci permettiamo di ascoltare quel dolore abbracciandolo teneramente. Questa è una meditazione che permette l’integrazione della sofferenza del nostro bambino interiore e di osservare in profondità le nostre reazioni ai conflitti di coppia.

Meditazione

Ritornate al respiro e al corpo.
Ora scegliete una situazione di conflitto o un litigio con il compagno, un figlio, un collega, qualcuno importante per voi.
Cercate di ricordare quel litigio quanto possibile nel dettaglio.
Ora lasciate andare tutto e concentratevi solo sulle emozioni e reazioni che avete avuto in quel conflitto…

Siamo ora consapevoli delle nostre ferite, delle emozioni di rabbia, gelosia, di qualsiasi sentimento abbiamo provato nel conflitto.
Abbracciamo amorevolmente questi sentimenti difficili.
Cerchiamo ora di vedere come la nostra rabbia sta coprendo un sentimento sottostante di dolore…
Potrebbe essere una tristezza che sta sotto alla rabbia e al dolore…
Guardiamo come il gridare e costruire una barriera serva a coprire il dolore…
Permettiamo al dolore di esistere…
Ora proviamo a collegare questo dolore con quello che abbiamo provato durante l’infanzia…
Proviamo a stare in contatto con il dolore del bambino interiore, osservandolo senza interferire, osservandolo essere…
Proviamo a capire la sofferenza di quel bambino…
Siamo consapevoli di quanto le sofferenze dell’infanzia influenzino le reazioni dell’adulto che siamo ora?
Possiamo vedere che il dolore viene dalla sensazione di non essere abbastanza amato o di non esserlo affatto?
Teniamo in braccio teneramente e amorevolmente il sentimento: “Io non sono amato, non mi sento amato”…
Possiamo vedere come quel sentimento sia alla radice di tutti i nostri conflitti?…
Torniamo al respiro e al corpo… Percepiamo i piedi, le gambe, le anche, il petto, le spalle, le braccia e le mani, la testa e il viso…

Ora scegliamo ancora una volta lo stesso conflitto, guardando in profondità, ma stavolta osservando non solo la nostra parte delle reazioni, ma anche quella dell’altro.
Ci concentriamo sull’altro…
Ci concentriamo sul partner, sulla persona in conflitto con noi e sui suoi sentimenti, reazioni, sulla sua rabbia…
Possiamo vedere come la rabbia porta con sé la sua sofferenza, e come le sue grida vogliono coprire la sua sofferenza e costruire un muro per proteggersi dal proprio dolore e dalla sofferenza…
Rimaniamo in contatto col suo dolore…
Osserviamo come il suo dolore di adulto è connesso, deriva dalla sofferenza della sua infanzia, e come la sua rabbia taglia fuori quel dolore…
Vediamo la sua sofferenza dell’infanzia e le sue difese di bambino…
Abbracciamo il bambino interiore dell’altro, del partner…
Possiamo vedere che tutto il dolore dell’altro viene dal dolore di non essere amato abbastanza o di non essere amato affatto?…
Teniamo tra le braccia il sentimento di non essere amato, con tutto il cuore…
Possiamo vedere come i suoi sentimenti siano alla radice di tutti i suoi conflitti, di tutte le sue battaglie?…

Torniamo ora al respiro e al corpo, sentiamolo seduto sul cuscino o sulla sedia, sentiamo le gambe a contatto con la terra.
Inspirando sono in contatto con l’inspirazione, espirando sono in contatto con l’espirazione..
Inspiro, espiro, inspiro, espiro.