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L’orto che cura: Permacultura e presenza mentale

Può l’agricoltura essere una cura sia per l’orto che per chi lo custodisce? Può l’orto essere non soltanto un luogo di produzione ma anche uno spazio di guarigione e di contatto con la natura? Insieme scopriamo che l’orto vuole l’uomo vivo e felice.
In questi quattro giorni conosceremo e applicheremo alcune tecniche dell’agricoltura rigenerativa per creare un orto e al contempo arricchire la qualità del suolo. Ci troveremo a Pardesa, centro di meditazione ed ecologia, luogo che ci permette di rallentare e di lasciarci nutrire dalla natura e dal silenzio. Le giornate saranno scandite da momenti di osservazione silenziosa e di meditazione nella tradizione di Thich Nhat Hanh, teoria di permacultura, pratica nel campo e anche spazio per cantare e gioire.
Fra i punti che tratteremo sono il rispetto, la cura e la valorizzazione del suolo finalizzate alla produzione di cibo di quantità e di qualità.
Fabio Pinzi è tra i maggiori esperti di Permacultura in Italia. Laureato in Scienze Agrarie a Firenze, ha collaborato con il Natural Focal Point della FAO per la conservazione del patrimonio genetico in via di estinzione. È co-fondatore dell’Accademia Italiana di Permacultura e insegna da diversi anni presso la Scuola di Pratiche sostenibili di San Giuliano Milanese.
Bar Zecharya pratica la presenza mentale e la meditazione applicata da venticinque anni, e per più di quindici anni ha facilitato gruppi in Italia, Israele e Palestina. Laureato in Storia delle Religioni (Ohio State University), dottorato di ricerca in Scienze Politiche (La Sapienza), è allievo laico del maestro Thich Nhat Hanh. Dal 2010 Bar è membro dell’Ordine dell’Interessere e dal 2018 è custode di Pardesa.
Per iscrizione e maggiori informazioni: L’orto che cura